martedì 26 luglio 2022

Alla ricerca delle balene a Husavik

25 Luglio lunedì 

Il campeggio sul Lago Myvatn è buono e lo sfruttiamo al massimo, cucina per la colazione al caldo, bagno per la doccia, lavandini per un po’ di bucato. 

Vicino a noi c’è una giovane coppia di italiani con una bimba di un anno e mezzo anche loro in tenda portata dall’Italia, veramente bravi. Hanno noleggiato una piccola Yaris pagandola 150€ al giorno comprese le varie assicurazioni. 

Il sole scalda parecchio, smontiamo la tenda in maniche corte.

Oggi si va ad osservare le balene a Husavik la capitale islandese del whale-watching. In estate, infatti, sono ben 11 le specie di cetacei che vengono qui per nutrirsi ed è uno dei punti migliori per l’avvistamento. La strada per arrivarci è ben asfaltata ed è un sali scendi continuo, sembra di essere sulle montagne russe, in fondo si vedono le vette coperte di neve.


Appena arriviamo a Husavik prenotiamo l’uscita in barca con la North Sailing, il costo è di circa 90€ a testa compreso l’avvicinamento all’isola dove vive una nutrita colonia di pulcinelle di mare e altri uccelli. 

Nell’attesa della partenza facciamo un giro per il paese con le sue case colorate e diamo un’occhiata al museo delle balene. Purtroppo esiste ancora, anche se regolamentata, la caccia a questi cetacei: la loro carne viene richiesta soprattutto dai turisti e viene esportata in Giappone.


Quando saliamo sulla Nattfari, una barca tradizionale, ci forniscono una tuta per il freddo. La navigazione dura tre ore e mezza e oltre alle pulcinelle di mare vediamo una dozzina di balene più o meno vicine, i loro sbuffi e le grandi code sembrano salutarci. 

Durante il viaggio di ritorno ci offrono cioccolata calda e un dolce alla cannella. Per festeggiare la vista delle balene ci fermiamo al porto a mangiare fish & chips al prezzo, tutto sommato non esagerato, di 20€ al piatto.


Questa sera dormiamo al campeggio “66.12 North” proprio sulla punta della penisola di Tjornes, praticamente sul Circolo Polare Artico che si trova esattamente a 66.33 Latitudine Nord. La nostra tenda si affaccia sul Mare di Groenlandia, dove sta riposando il sole.


Tra le foto un video di qualche secondo di una delle nostre balene


Una delle nostre balene, quando alza la coda sembra  che ci saluti

Ogni tanto uno sbuffo qua e là 

L’uscita in barca con la North Sailing, il costo è di circa 90€ a testa compreso l’avvicinamento all’isola dove vive una nutrita colonia di pulcinella di mare e altri uccelli  

Durante il viaggio di ritorno ci offrono cioccolata calda e un dolce alla cannella 


Purtroppo esiste ancora, anche se regolamentata, la caccia alla balena: la loro carne viene richiesta soprattutto dai turisti e viene esportata in Giappone 

Il Museo delle balene

Le belle case di Husavik

Dal porto la vista sulle montagne, le vette coperte di neve

Prenotiamo l’escursione delle balene con la North Sailing

Un angolo del porto di Husavik 

Le barche per le uscite nella baia alla ricerca delle balene, la nostra si chiama Nattfari

Il bel porto di Husavik visto dalla nostra imbarcazione 

Camping 66.12 North…la nostra tenda si affaccia sul Mare di Groenlandia, dove sta riposando il sole

La cucina del campeggio dove abbiamo fatto colazione questa mattina prima di partire per Husavik 



lunedì 25 luglio 2022

Dettifoss la cascata più grande d’Europa

24 Luglio domenica 

Di notte dormiamo un sonno profondo non so se sia per la stanchezza o il silenzio che ci circonda.

Dal campeggio di Asbyrgi entriamo nel grande Parco Nazionale di Vitnajokull in quella parte caratterizzata da grotte e altre affascinanti anomalie geologiche. Dal parcheggio Hljodaklettar parte un sentiero escursionistico circolare di alcuni chilometri con incredibili formazioni rocciose che costellano il paesaggio. È difficile immaginare quale tipo di attività vulcanica abbia prodotto strutture basaltiche così complesse. Alcune sono a forma di fisarmonica mentre altre normalmente verticali qui si presentano in posizione orizzontale. Sotto nel canyon scorre il fiume. All’inizio della camminata il cielo è coperto ma poi esce il sole che come sempre risalta i colori. 


Una ventina di chilometri più a sud si trova  la Dettifoss, una delle cascate più impressionanti del paese. Sebbene non superi i 45 m di altezza e i 100 di larghezza, in estate rovescia a valle finì a 400 metri cubi di acqua al secondo, che sollevano spruzzi visibili fino a un chilometro di distanza. Ha una portata maggiore di qualsiasi altra cascata in Europa, è davvero uno spettacolo indimenticabile e oggi con il sole abbiamo la fortuna di vedere sopra le sue acque glaciali un doppio arcobaleno. Malgrado gli impermeabili riusciamo a bagnarci completamente ma non è importante. 


Arriviamo sul Lago Myvatn dove ci sistemiamo stasera. Il campeggio ha una buona cucina e ci abbuffiamo  con una pasta al pesto italiano…comprato in Germania. Questa volta siamo stati ancora più bravi, abbiamo piantato la tenda all’una di notte. Non riusciamo proprio a darci una ragione del perché facciamo sempre così tardi. 


Dettifoss la cascata più grande d’Islanda e d’Europa

Doppio arcobaleno, con i colori del secondo invertiti rispetto al primo

Nonostante gli impermeabili ci bagniamo, ma non è importante 

Sebbene non superi i 45 m di altezza e i 100 di larghezza, in estate rovescia a valle fino a 400 metri cubi di acqua al secondo 

Poco lontano dalla Dettifoss, una seconda cascata più piccola, Selfoss

Dal parcheggio Hljodaklettar parte un sentiero escursionistico circolare di alcuni chilometri con incredibili formazioni rocciose che costellano il paesaggio 

É difficile immaginare quale tipo di attività vulcanica abbia prodotto strutture basaltiche così complesse.Quando esce il sole diventano ancora più affascinanti     

Due formazioni rocciose chiamate marito e moglie, si racconta siano due troll pietrificati

… la macchina è carica, la salita difficile…

I muschi a cespuglio che dominano tutto il paesaggio  di quest’area

Il campeggio e la bella vista sul Lago Myvatn, non sembra ma è già notte





domenica 24 luglio 2022

L’Arctic Henge vicino al Circolo Polare

23 Luglio sabato

Questo campeggio come altri non ha la reception, un cartello indica che per il pagamento ci si deve rivolgere ad un hotel vicino. In realtà al mattino paghiamo con la carta di credito alla signora delle pulizie che estrae dalla tasca del grembiule il lettore Pos… che efficienza!

Prima di muoverci facciamo una colazione da re, che in parte è anche il nostro pranzo, e laviamo un po’ l’auto perché non si riconosce più per la quantità di fango.


Puntiamo alla strada costiera per arrivare a Raufatrhofn, paesino di 186 anime, punto più a nord di questa parte orientale dell’Islanda. Attraversiamo zone di brughiera desolate e paesaggi dalla bassa vegetazione. Presso il villaggio si trova l’Arctic Henge, uno strano monumento ancora in costruzione: è un grande cerchio di pietre con un diametro di 50 m, formato da quattro porte (che rappresentano le stagioni) alte fino a 7 metri.

Assume particolare importanza per celebrare i solstizi e contemplare il sole di mezzanotte. 

Proseguendo per altri dieci chilometri su strada sterrata si arriva all’isolato faro di Hraunhafnartangi che si affaccia al Circolo Polare Artico. 


Sulla via del ritorno siamo affascinati dalla nebbia che scende dalle montagne verso spazi aperti. Di fianco, una spiaggia di sabbia nera risalta il colore del mare. Non siamo abituati a vedere l’orizzonte senza alberi ma questa strada che serpeggia tra i muschi e lupini dai colori forti e brillanti crea una cornice unica.

Arriviamo ad Asbyrgi alle dieci di sera e per cena ci scaldiamo una minestra di fagioli. Anche questa sera abbiamo fatto mezzanotte.


Arctic Henge è un grande cerchio di pietre con un diametro di 50 m, formato da quattro porte (che rappresentano le stagioni) alte fino a 7 metri. 

Assume particolare importanza per celebrare i solstizi e contemplare il sole di mezzanotte (così da depliant)

Raufatrhofn, punto più a nord di questa parte orientale dell’Islanda, è vicina al Circolo Polare (vedi freccia)

Paghiamo con la carta di credito alla signora delle pulizie che estrae dalla tasca del grembiule il lettore Pos…che efficienza! 

Percorriamo la strada costiera…

… e attraversiamo zone di brughiera desolate e paesaggi dalla bassa vegetazione 

Che carina questa fattoria dal tetto rosa

L’isolato faro di Hraunhafnartangi che si affaccia al Circolo Polare Artico

La nebbia scende veloce dalle montagne e si abbassa sulle ampie distese, si prepara a coprire tutto per la notte

La strada serpeggia tra muschi e lupini dai colori forti e brillanti… una cornice unica 

La spiaggia di sabbia nera…

Selardalslaug descritta dalla guida come bellissima piscina vicino al fiume Selà, sotto un cielo immenso in mezzo al nulla

Lasciare passare le papere!



sabato 23 luglio 2022

Le alte colonne di basalto dello Studlagir Canyon

22 Luglio venerdì 

Durante la notte ha leggermente piovuto e  ci svegliamo con una nebbia bassa che bagna tutto. Fa freddo ci sono 9 gradi. Il campeggio è pieno per una festa islandese e la cucina già piccola è impraticabile, con loro che fanno di tutto senza usare nessun tipo di precauzione per il covid. Utilizzando la prolunga e coprendoci bene preferiamo fare colazione sulla panchina esterna.

Risaliamo in pochi minuti la Roccia degli Elfi una collinetta dove gli abitanti del luogo credono che la regina degli elfi islandesi viva qui. Dalla cima dell’altura si gode una bella vista. 


Partiamo alla volta dello Studlagil Canyon, che presenta alcune delle più impressionanti colonne di basalto in Islanda. Lungo la strada ci fermiamo più volte per vedere dei siti vichinghi, belle cascate e case ricoperte d’erba.


Facciamo molto sterrato e dopo 130 chilometri arriviamo in uno dei due punti di osservazione del canyon, quello più facile da arrivarci, dove una piattaforma permette di guardarlo dall’alto. Lo vediamo nei suoi colori accentuati dagli ultimi raggi di sole prima che inizi un grande acquazzone. 


Vogliamo vedere anche l’altro punto di vista, quello più vicino al letto del fiume, per arrivarci bisogna camminare per tre chilometri, ma in questo momento piove troppo. Rinunciare? No ovviamente, aspettiamo un po’ e poi partiamo con le mantelle sapendo già che i piedi andranno in ammollo. Bisogna sempre scegliere la via più complicata, infatti poco prima dell’arrivo al canyon è uscito il sole e siamo stati ricompensati della nostra decisione.


Ripartiamo dal parcheggio alle nove di sera. 

Qui le giornate non finiscono mai, il sole tramonta alle undici e si perde la cognizione del tempo. Andiamo verso Vopnafjordur mangiando qualcosa per strada, ci arriviamo dopo mezzanotte. Fa ridere, ma questi sono i nostri tempi. Lungo il tragitto non abbiamo mai incontrato un’automobile per oltre un’ora, avvolti dalla nebbia e dal muschio ai lati della strada. 

Il campeggio non ha niente se non una doccia e due bagni, è di fronte al mare, ci piace. Piantiamo la tenda e buonanotte…per modo di dire, perché c’è tanta luce in cielo. 


Lindarbakki di colore rosso é completamente avvolta da lunghi ciuffi di erba verde, da cui spuntano soltanto alcune finestre e un paio di gigantesche corna d’alce 

Lungo la strada ci fermiamo più volte per vedere cascate…  

…siti vichinghi con sassi disposti a forma di barca

Ne vogliamo di stranezze? Una macchina tagliata a  metà  come rimorchio

Camminiamo sotto la pioggia e quando arriviamo vicino allo Studlagil Canyon torna
il sole che illumina le colonne di basalto di rosso

Le colonne di basalto sembrano un grande alveare

Per arrivare alla base del fiume bisogna fare una camminata lunga 3 chilometri 

Facciamo strada sterrata e la pioggia ha riempito le buche di acqua, bisogna guidare piano

Piantiamo la tenda e buonanotte… per modo di dire, perché c’è tanta luce in cielo

venerdì 22 luglio 2022

Arriviamo in Islanda

21 Luglio giovedì 

Ci alziamo presto per fare colazione e preparare i bagagli, dobbiamo lasciare la stanza due prima dell’arrivo a Seydisfjordur previsto per le 8.30 locali, 10.30 in Italia. Il fiordo è lungo 15 chilometri e la nave lo percorre lentamente lasciandoci guardare i suoi pendii ammantati di verde, i villaggi, le fattorie. Una volta scesi facciamo un giro per il piccolo centro e comperiamo qualcosa da mangiare. Qui vivono 650 persone che ogni giovedì ricevono una botta di vita quando arriva la Smyrli Line a portarne altre 1.500. I prezzi al supermercato sono allucinanti: 10 uova costano 6€, mezzo chilo di pomodori 7€, pasta 5€ al kg, 8 rotoli di carta igienica 7€. 

Risaliamo il fiordo per andare nell’ entroterra a vedere Hengifoss , la seconda cascata d’Islanda in ordine di altezza, che si getta da 128 m in una gola disseminata di suggestivi massi di roccia bruna con striature rossastre. Per raggiungere la cascata occorre camminare per un paio d’ore per l’andata e ritorno. A metà strada per Hengifoss si trova un’altra bella cascata, più piccola, chiamata Litlanesfoss e circondata da colonne di basalto la cui forma ricorda un alveare.

Da qui facciamo 100 km per arrivare a Borgarfjordur di cui un quarto di strada sterrata anche con sassi grossi. Prendiamo posto al campeggio, mettiamo la tenda e verso le 20 andiamo alla piccola isola di Hafnarholmi dove staziona una grande colonia di pulcinella di mare. La scalinata e le piattaforme di osservazione consentono di avvicinarsi a queste creature graziose e buffe. I pulcinella di mare arrivano verso la metà di aprile e ripartono nelle prime due settimane di agosto. 


Torniamo al campeggio e ci facciamo un risotto utilizzando il nostro fornelletto elettrico perché quello in dotazione della cucina è a induzione e le nostre pentole non vanno bene. Montiamo la tenda con le nuvole colorate di rosa dal colore del tramonto ed è mezzanotte.


I pulcinella di mare simbolo dell’Islanda

Il fiordo di arrivo è lungo 15 chilometri e la nave lo percorre lentamente lasciandoci guardare i suoi pendii ammantati di verde, i villaggi, le fattorie 

Approdiamo a Seydisfjordur…

…qui vivono 650 persone che ogni giovedì ricevono una botta di vita quando arriva la Smyrli Line a portarne altre 1.500

I prezzi al supermercato sono allucinanti: 10 uova costano 6€, mezzo chilo di pomodori 7€, pasta 5€ al kg, 8 rotoli di carta igienica 7€ 

Hengifoss alta 128 è la seconda cascata per altezza dell’Islanda, per raggiungerla occorre camminare per un paio d’ore per l’andata e ritorno 

Sulla strada 94 per Borgarfjordur si trova questo capanno verde in mezzo al nulla, è un distributore automatico di bibite e snack refrigerati, alimentato a energia solare…davvero bizzarro  

Hafnarholmi l’isola dove staziona una grande colonia di puffin. La scalinata e le piattaforme di osservazione consentono di avvicinarsi a queste creature graziose e buffe. I pulcinella di mare arrivano verso la metà di aprile e ripartono nelle prime due settimane di agosto