martedì 16 agosto 2022

La scogliera verticale più alta del mondo

14 Agosto domenica 

Siamo nell’isola di Eysturoy e dal campeggio di Eidi attraverso la Buttercuproad, così vengono chiamate le strade panoramiche, saliamo al passo più alto delle Isole Faroe con una vista da togliere il fiato. 


Arriviamo a Gjogv, il nome di questo piccolo villaggio di poco più di 40 abitanti significa gola. In effetti tutto l’abitato si sviluppa alle spalle di una gola, una profonda fenditura nella roccia che crea uno scenografico porto naturale. Sebbene ci arrivi anche un autobus, Gjogv non è altro che un villaggio di pescatori cristallizzato nel tempo. Forte è il rumore di fondo delle onde dell’oceano che si infrangono sugli scogli, poi lo scorrere continuo del torrente che taglia in due il villaggio. 


Bello è il volo degli uccelli, dall’alta scogliera decine e decine di pulcinella di mare fanno spola tra i nidi. Malgrado fosse prevista pioggia a momenti esce il sole che, come si sa, accende i colori. Facciamo una breve passeggiata per salire in alto, in cima alla scogliera dove c’è uno strapiombo verticale, uno dei più alti d’Europa.

Puntiamo a Vidareidi, un paesino all’estremo nord dell’isola di Vidoy che raggiungiamo attraversando un tunnel sottomarino a pagamento e due gallerie non illuminate e a senso unico alternato. 


La strada è un saliscendi continuo e ripido ma bello dal punto di vista scenografico, si gode di una magnifica vista sulle isole del Nord. 


La deliziosa chiesetta di Vidareidi che si affaccia sull’oceano fu donata sul finire dell’800 dai Britannici alla popolazione locale per aver salvato un equipaggio naufragato in seguito ad una tempesta nei pressi delle coste di Vidoy.


Dall’abitato del paese parte anche un sentiero di quattro ore che permette di arrivare a Campo Enniberg, il punto più a nord di tutte le Isole Faroe. Il promontorio di Capo Enniberg si arrampica fino ad una altezza di 756 metri per poi gettarsi improvvisamente a picco nell’oceano, formando così la scogliera verticale più alta del mondo. 


Non abbiamo purtroppo il tempo di fare questo trekking, invece ne facciamo uno di breve vicino alla città di Klaksvik sul punto panoramico chiamato Klakkur, da cui si gode una bella vista sulla città e sulle isole circostanti. 


Scendiamo che sono quasi le 20, mancano 60 chilometri a Torshavn. Scappiamo velocemente perché alle 23.30 parte il traghetto, ma dobbiamo essere lì quasi due ore prima per fare check-in. Ceniamo in macchina, con una pasta fredda preparata la sera prima, mentre siamo in coda per l’imbarco. 


Ci aspettano due notti e un giorno intero di navigazione ma ci servono tutti per riposare. Non faremo niente se non guardare la nave che va, dalla finestra della nostra cabina. Dopo 6.500 chilometri fatti da casa, siamo contenti di aver riportato la macchina sana e salva nel continente. 


Ci mancano ancora 2000 chilometri per tornare ma non sarà mai la strada sterrata dell’Islanda.


A Vidareidi il promontorio di Capo Enniberg si arrampica fino ad una altezza di 756 metri per poi gettarsi improvvisamente a picco nell’oceano, formando così la scogliera più alta del mondo

La deliziosa chiesetta di Vidareidi che si affaccia sull’oceano fu donata dai Britannici alla popolazione locale per aver salvato un equipaggio naufragato

Un po’ inquietante attraversare le gallerie non illuminate e a senso unico alternato 

Prepariamoci a una giornata di pioggia…

Attraverso la Buttercuproad, così vengono chiamate le strade panoramiche, saliamo al passo più alto delle Isole Faroe con una vista da togliere il fiato

Pecore ovunque…

Gjogv, il nome di questo piccolo villaggio significa gola. In effetti tutto l’abitato si sviluppa alle spalle di una gola

Un torrente taglia in due il villaggio

Facciamo una breve passeggiata per salire in alto, in cima alla scogliera dove c’è uno strapiombo verticale, uno dei più alti d’Europa

La profonda fenditura nella roccia che crea uno scenografico porto naturale.

Bello è il volo degli uccelli, dall’alta scogliera decine e decine di pulcinella di mare fanno spola tra i nidi

Case…meravigliose case


I villaggi raggruppati alla base della valle, vicino al mare

Un breve trekking sul punto panoramico chiamato Klakkur, da cui si gode una bella vista sulle isole circostanti...    

… e sulla città dì Klaksvík 

Ci aspettano due notti e un giorno intero
di navigazione ma ci servono tutti per riposare. Non faremo niente se non guardare la nave che va, dalla finestra della nostra cabina


La spiaggia di Tjornuvik

13 Agosto sabato

Sono belli questi piccoli paesi costruiti tra montagne verde smeraldo, un insieme di case colorate, i colori dominanti sono il verde e il rosso ma anche il nero con cui sono dipinti tetti e facciate. Il bianco disegna i contorni delle finestre.

Facciamo il pieno di benzina perché qui costa 1,8€ ben meno dei 2,5 dell’Islanda ma anche meno della Danimarca dove costa più di 2€. Altra particolarità è che qui anche le strade più piccole sono tutte asfaltate, non c’è lo sterrato che abbiamo fatto in Islanda. Come catena di supermercato c’è ancora Bonus, ma con orari più prolungati: apre prima e chiude alle 10 di sera invece delle 8.


Attraversiamo il tunnel Vagar Strymoy che pagheremo on-line e arriviamo a Saksun il villaggio che si dice sia il più antico delle Isole Faroe. Dall’alta parete scende una cascata che fa da sfondo a una manciata di casette sparse mimetizzate perfettamente nell’immensa distesa di prati. Il vento che arriva dall’Oceano piega l’erba dei tetti. Poi ancora qualche pecora al pascolo, una chiesetta dal tetto spiovente, un cimitero e un lago. A Saksun si trova anche un’antica fattoria, perfettamente conservata, ora considerata un museo della tradizione faroese e da dove parte una passeggiata fino alla celebre spiaggia di sabbia nera di  Tjornuvik. 


Noi lì, sulla spiaggia scura come il carbone del piccolo villaggio ci arriviamo in macchina. Il sole accende la parete verde della montagna che si getta nel mare, verso l’orizzonte si scorgono due scogli dalla forma singolare. 


È tardi per proseguire, ci fermiamo a Eidi. Abbiamo la cucina riscaldata, è tutta per noi. Per cena, una zuppa veneta, servono 40 minuti di cottura… ma abbiamo il tempo.


Tjornuvik la spiaggia scura come il carbone. Il sole accende la parete verde della montagna che si getta nel mare, verso l’orizzonte si scorgono due scogli dalla forma singolare  

Un insieme di case colorate, i colori dominanti sono il verde e il rosso ma anche il nero con cui sono dipinti tetti e facciate

Saksun il villaggio che si dice sia il più antico delle Isole Faroe… il vento che arriva dall’Oceano piega l’erba dei tetti…

… poi ancora qualche pecora al pascolo…

Filari di fieno messi ad asciugare…

…i covoni, mucchi di fieno, per evitare che si bagni con la pioggia, come si usava tempo fa da noi   

Sono belli questi piccoli paesi costruiti tra montagne verde smeraldo...il bianco disegna i contorni delle finestre

Lì sotto un campo si affaccia sul mare…è qui che piantiamo la tenda la notte a Eidi

Una via di Eidi paesino costruito, come quasi la totalità dei villaggi faroesi, attorno ad un porto 

Davvero belle queste case…