29 Luglio venerdì
Nella notte ha fatto molto vento, anche al mattino abbiamo fatto fatica a smontare la tenda, poi una bella giornata di sole.
Colazione nell’ampia sala con vetrate poi partenza verso i fiordi occidentali. Anche se non era in programma, decidiamo di andare verso Isafjordur, ci piace l’idea di fare questo zig zag tra i fiordi più remoti.
Inizialmente la 68 è tutta sterrata, fino a Holmavik ma bella perché corre vicino al mare.
Holmavik è un villaggio di pescatori e ospita un curioso museo della stregoneria. A differenza di quanto accadde in altre zone d’Europa durante i processi alle streghe, in Islanda quasi tutti i condannati per stregoneria furono uomini. La cosa più bizzarra tra le curiosità e le stramberie esposte al Museo Islandese della Magia e della Stregoneria è la riproduzione dei ‘pantaloni del morto’, pantaloni realizzati con la pelle delle gambe e dell’inguine di un uomo deceduto, sembra portasse fortuna a chi li indossava.
Superiamo un passo correndo vicino a chiazze di neve, cuscini di muschio, fiori gialli e rosa illuminato tutto da un vivido sole. Siamo sui fiordi e seguiamo la strada sul profilo di quelle che sembrano lunghe dita che si protendono sul mare. A lato della strada ci sono alte pareti da cui scendono numerose cascate. Ogni tanto gruppi di case o piccoli villaggi di pescatori. Vediamo ancora foche con la pancia al sole.
Più avanti nel villaggio di Sudavik c’è un grande faló e la gente intorno beve birra, chissà cosa stanno festeggiando. Arriviamo finalmente dopo 360 chilometri alla città di Isafjordur che sorge in una penisola all’interno del fiordo ed è circondata da alte vette. Il centro è un reticolo di strade con vecchi edifici in legno rivestiti in lamiera. Sopra le porte è riportata la data di costruzione; si va dagli ultimi anni dell’Ottocento ai primi del Novecento. Facciamo un giro serale prima di andare al campeggio, in giro ci sono poche persone.
Piantiamo subito la tenda vicino la cascata che ci coccolerá tutta notte. Ormai siamo abituati a cenare tardi, nella piccola cucina siamo soli. Stasera quinoa con ceci.
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| Gli scalini di una chiesa di Holmavik, sono colorati come l’arcobaleno |
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| Anche se non era in programma, decidiamo di andare verso Isafjordur, ci piace l’idea di fare questo zig zag tra i fiordi più remoti |
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| La strada 68 è sterrata ma bella perchè corre vicino al mare |
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| …ogni tanto gruppi di case o piccoli villaggi di pescatori |
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| Le rotoballe… ne abbiamo visto di tanti colori rosa gialle nere verdi… |
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| Siamo sui fiordi e seguiamo la strada sul profilo di quelle che sembrano lunghe dita che si protendono sul mare |
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| Holmavik: Il Museo della Magia e della Stregoneria |
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| La scopa e le stramberie esposte al museo... |
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| …pantaloni realizzati con la pelle delle gambe e dell’inguine di un uomo deceduto, sembra portasse fortuna a chi li indossava |
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| Le case di Homalvik hanno pareti e tetti in lamiera |
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| La strada tra i fiordi… |
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| Forrest Gump in Islanda |
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| nel villaggio di Sudavik c’è un grande faló e la gente intorno beve birra, chissà cosa stanno festeggiando |
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| Anche oggi abbiamo visto le foche… |
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| Prima di andare al campeggio facciamo un giro serale nella città di Isafjordur |
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