1 Agosto lunedì
Davvero memorabile è Hellulaug, una pozza naturale d’acqua calda che si trova tra le rocce in riva al mare a circa 500 metri dal nostro campeggio. Ci riscaldiamo nell’acqua calda della pozza a 38 gradi, mentre vicino ci sono le gelide acque dell’Atlantico.
Prima di partire dal campeggio si avvicina un islandese che parla bene l’italiano perché ha studiato in Italia; vive a Reykjavik ed è qui in vacanza con la sua famiglia. Ci racconta una cosa un po’ strana: dice che questa estate in Islanda è la più fredda degli ultimi 30 anni. A noi, che ci aspettavamo più freddo, non ci sembra invece così male. Addirittura in questi giorni ha fatto 10 centimetri di neve sulla zona di Askja, dove di solito d’estate non nevica. Steinar fa anche da guida ed eventualmente il suo contatto è questo: steinaa@hi.is.
Partiamo per Stykkisholmur. Il cielo è coperto e quando superiamo i passi tra un fiordo e l’altro la strada talvolta è sterrata e, ancora peggio, a tratti senza guard rail. Siamo sempre in posti isolati e dalla lontana Isafjordur abbiamo fatto ben 500 chilometri senza mai incontrare un supermercato e con soli due piccoli distributori di benzina.
Anche Budardalur, che nella mappa è segnata come grosso centro, è costituita da quattro case, un semplice supermercato e un campeggio. Qui facciamo il pieno di benzina, ne avevamo veramente poca.
Poco dopo inizia un vero calvario, 50 chilometri di brutto sterrato da percorrere a 20/30 km/h…una vita. Capiamo perché molti prendono il traghetto da Brjanslaekur a Stykkisholmur.
Il vento aumenta nel corso della giornata, poi arrivano il sole e delle nuvole nere minacciose.
Ci fermiamo a Helgafell una montagna sacra che un tempo era venerata dai fedeli del dio Thor. Benché piuttosto piccola (73m) all’era delle saghe era un luogo di tale sacralità che gli anziani islandesi vi si recavano quando sentivano avvicinarsi il momento della morte. Oggi la gente del posto crede che chi sale sul monte possa avverare i propri desideri.
La tappa finale di oggi è Stykkisholmur la cittadina più grande della Penisola di Snaefellsnes, costruita intorno a un porto naturale riparato da un’isoletta di basalto. In cima al basalto si trova un faro, dal quale si ha una bella vista sulle tante isolette di questa baia; sembrano infinite. Torniamo in centro e facciamo un giro tra i numerosi edifici in legno dipinto a colori vivaci, il vento è sempre più forte.
Arrivati in campeggio sistemiamo la tenda al riparo di un cespuglio sperando che stanotte non voli via.
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| Hellulaug, una pozza naturale che si trova tra le rocce in riva al mare. Ci riscaldiamo nell’acqua calda della pozza a 38 gradi, mentre vicino ci sono le gelide acque dell’Atlantico |
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| Quando superiamo i passi tra un fiordo e l’altro la strada talvolta è sterrata e, ancora peggio, a tratti senza guard rail |
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| Siamo sempre in posti isolati e dalla lontana Isafjordur abbiamo fatto ben 500 chilometri senza mai incontrare un supermercato e con soli due piccoli distributori di benzina |
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| Lì sotto c’è un arcobaleno e noi siamo più in alto |
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| Inizia qui un vero calvario, 50 chilometri di brutto sterrato da percorrere a 20/30 km/h…una vita |
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| Helgafell all’era delle saghe era un luogo di tale sacralità che gli anziani islandesi vi si recavano quando sentivano avvicinarsi il momento della morte. Oggi la gente del posto crede che chi sale sul monte possa avverare i propri desideri. |
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| L’alta parete di basalto, dall’alto si vedono le tante piccole isolette rocciose della baia |
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| Stykkisholmur la cittadina più grande della Penisola di Snaefellsnes, costruita intorno a un porto naturale riparato da un’isoletta di basalto |
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| Saliamo al faro…il vento è forte si vola via |
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| L’isola Sugandisey tutta di basalto e il piccolo faro rosso sulla cima |
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| Le case di Stykkisholmur sono edifici in legno e lamiera dipinti a colori vivaci… |
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| …che risalgono alla fine del XIX secolo |
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| C’è tanto vento, arrivati in campeggio sistemiamo la tenda al riparo di un cespuglio sperando che stanotte non voli via |
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